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La CILA in Sardegna: cos’è, quando serve e come si presenta
Se cerchi «CILA» su internet trovi decine di guide che citano l’articolo 6-bis del Testo unico dell’edilizia, le sanzioni da 1.000 euro e il modulo unico nazionale. Sono guide corrette, ma se la casa che vuoi ristrutturare si trova in Sardegna raccontano solo una parte della storia.
La Sardegna ha una competenza propria in materia di edilizia, prevista dallo Statuto speciale, e le pratiche per i lavori in casa seguono la legge regionale 23 del 1985, aggiornata più volte, l’ultima nel 2025. Nella sostanza la CILA esiste anche qui, ma con un nome diverso, alcune regole diverse e una sanzione diversa. E si presenta in un modo che fuori dalla Sardegna non esiste: attraverso il SUAPE.
In questa guida ti spiego cos’è, quando serve, quando invece serve una SCIA, quanto costa e cosa succede se i lavori sono già partiti senza.
In breve
- La CILA è la comunicazione che si presenta prima di lavori di manutenzione straordinaria che non toccano le strutture: spostare o demolire tramezzi, unire due stanze, rifare un bagno cambiando la distribuzione degli impianti.
- In Sardegna è regolata dall’articolo 15 della legge regionale 23/1985: è una «comunicazione di avvio dei lavori» accompagnata da una relazione asseverata da un tecnico abilitato.
- Se i lavori toccano parti strutturali (muri portanti, solai, travi) serve la SCIA.
- Si presenta online al SUAPE, tramite il portale regionale; il cartaceo non è ammesso.
- Se manca, la sanzione in Sardegna è di 500 euro, ridotta di due terzi se la comunicazione si presenta spontaneamente mentre i lavori sono in corso.
Cos’è la CILA
CILA sta per Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. È il modo in cui informi il Comune che stai per fare dei lavori che non richiedono un permesso, ma che non sono nemmeno così semplici da poter essere fatti liberamente.
La parola chiave è «asseverata»: la comunicazione non la firma solo il proprietario. Un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra) firma una relazione in cui dichiara, sotto la propria responsabilità, che i lavori rispettano il piano urbanistico, il regolamento edilizio e le norme di settore, e che non riguardano le strutture dell’edificio. Il Comune non deve approvare nulla: prende atto e può controllare.
Come si chiama in Sardegna
La legge regionale sarda non usa la sigla CILA. L’articolo 15 della legge regionale 23 del 1985 elenca gli interventi di «edilizia libera». Una parte di questi si fa senza nessuna comunicazione, un’altra parte «previa comunicazione dell’avvio dei lavori». Per alcuni di questi ultimi, tra cui la manutenzione straordinaria che non altera le parti strutturali, la comunicazione deve essere accompagnata da una relazione asseverata da un progettista abilitato, con gli elaborati di progetto e i dati dell’impresa che farà i lavori (comma 5).
È la stessa logica della CILA nazionale, ed è per questo che tutti, tecnici e uffici compresi, continuano a chiamarla CILA. Le differenze contano soprattutto su sanzioni e presentazione, come vedremo.
Quali lavori rientrano nella CILA
Per una casa o un appartamento, i casi più frequenti sono:
- demolire o costruire tramezzi che non sono portanti, per esempio per unire cucina e soggiorno o ricavare una cabina armadio;
- cambiare la distribuzione interna: spostare porte, ridisegnare il corridoio, ricavare un secondo bagno;
- rifare un bagno o una cucina modificando gli impianti e la posizione dei sanitari, non solo sostituendoli;
- rifare o integrare gli impianti nell’ambito di una ristrutturazione interna;
- il restauro e risanamento conservativo che non altera le strutture;
- la rimozione dell’amianto, che la legge sarda mette espressamente tra gli interventi da comunicare con relazione asseverata.
Rientrano nella stessa categoria anche alcune opere per eliminare le barriere architettoniche, come rampe o ascensori esterni, e la demolizione senza ricostruzione.
I lavori per cui non serve
Le opere di manutenzione ordinaria sono libere e non richiedono comunicazioni: tinteggiare, sostituire pavimenti e rivestimenti, cambiare i sanitari lasciandoli dove sono, riparare gli impianti. È il comma 1 dello stesso articolo 15.
Il confine tra «ordinaria» e «straordinaria» è il punto in cui nascono più errori. Un esempio classico è il bagno. Se cambi piastrelle e sanitari nella stessa posizione è manutenzione ordinaria. Se sposti la doccia sull’altra parete, rifai gli scarichi e chiudi una porta per aprirne un’altra, sei nella manutenzione straordinaria e serve la comunicazione asseverata. La ricerca «ristrutturazione bagno senza CILA» è tra le più frequenti proprio per questo: la risposta dipende da cosa fai, non da quanto spendi.
CILA o SCIA: la differenza
Che pratica serve in Sardegna
- Tinteggiare
- Cambiare pavimenti e rivestimenti
- Sostituire i sanitari nella stessa posizione
- Demolire o spostare tramezzi
- Cambiare la distribuzione interna
- Rifare bagno o cucina spostando gli impianti
- Rimuovere l’amianto
- Aprire o demolire un muro portante
- Interventi su solai e travi
- Opere pertinenziali
Il criterio principale, in Sardegna, è la struttura dell’edificio. La manutenzione straordinaria che riguarda parti strutturali richiede la SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (articolo 10-bis della legge regionale 23/1985).
| CILA (comunicazione asseverata) | SCIA | |
|---|---|---|
| Norma in Sardegna | Art. 15, c. 2 e 5, L.R. 23/1985 | Art. 10-bis, L.R. 23/1985 |
| Lavori tipici | Tramezzi, distribuzione interna, impianti, bagni e cucine senza toccare le strutture | Muri portanti, solai, travi, nuove aperture strutturali, opere pertinenziali |
| Chi firma | Tecnico abilitato, con relazione asseverata | Tecnico abilitato, con relazione asseverata e, se serve, progetto strutturale |
| Fine lavori | Dichiarazione del direttore dei lavori entro 30 giorni | Dichiarazione del direttore dei lavori entro 30 giorni |
| Sanzione se manca | 500 euro (ridotta di due terzi se presentata a lavori in corso) | 1.000 euro, se le opere sono conformi |
Un caso che si vede spesso: l’open space ottenuto abbattendo il muro tra cucina e soggiorno. Se il muro è un tramezzo basta la CILA. Se è portante serve la SCIA, con un calcolo strutturale che dimostri come verranno ridistribuiti i carichi, per esempio con una trave in acciaio. Capirlo non è questione di bussare sul muro: si guarda la struttura dell’edificio, i disegni originali e, quando serve, si fanno dei saggi.
Dal mio lavoro. In Casa su misura, un appartamento con un lungo corridoio centrale che toglieva luce a tutte le stanze, il progetto ha demolito i tramezzi della zona giorno per creare un unico ambiente con cucina a isola, ha ridistribuito la zona notte e ha raddoppiato i bagni. Sono esattamente i lavori per cui la prima domanda è: quali di questi muri reggono qualcosa? La risposta decide la pratica, i tempi e una parte non piccola del costo.
Come si presenta: il SUAPE
In Sardegna tutte le pratiche edilizie si presentano allo SUAPE, lo Sportello unico per le attività produttive e per l’edilizia, previsto dalla legge regionale 24 del 2016. La presentazione è solo telematica, tramite il portale regionale (sardegnaimpresa.eu): le pratiche su carta non sono ammesse. Anche il Comune di Sassari riceve così le pratiche edilizie.
In pratica la presenta il tecnico, con una procura del proprietario e la firma digitale. Alla comunicazione si allegano:
- la relazione tecnica asseverata, che attesta la conformità alle norme urbanistiche ed edilizie e il fatto che non si toccano le strutture;
- gli elaborati grafici: lo stato attuale (che deve corrispondere a quello legittimo), il progetto e la sovrapposizione delle demolizioni e delle nuove costruzioni;
- i dati dell’impresa che eseguirà i lavori;
- la ricevuta del pagamento dei diritti, quelli del Comune e quelli del SUAPE;
- se la casa è in una zona tutelata, gli atti di assenso necessari, che vanno ottenuti prima di iniziare (per esempio l’autorizzazione paesaggistica).
Se non servono altri pareri, i lavori possono iniziare dopo la presentazione. A fine lavori il direttore dei lavori presenta entro 30 giorni la dichiarazione che conferma il rispetto del progetto e delle norme. Se la distribuzione interna è cambiata, va aggiornata anche la planimetria catastale.
Prima della CILA: lo stato di partenza
C’è un passaggio che molti saltano: per asseverare il progetto, il tecnico deve partire dallo stato legittimo della casa. Se nell’appartamento c’è una difformità vecchia (una veranda chiusa, un bagno ricavato senza pratica) va sistemata prima o insieme. È una delle ragioni per cui conviene controllare le carte già al momento dell’acquisto: ne parlo nella guida su cosa controllare prima di comprare casa da ristrutturare.
Quanto costa una CILA
Il costo di una CILA è fatto di tre voci:
- i diritti da versare al Comune e al SUAPE: sono un costo da mettere in conto, e l’importo cambia in base al tipo di intervento e di pratica;
- il compenso del tecnico per il rilievo, il progetto, la relazione asseverata e la presentazione;
- la direzione dei lavori e la dichiarazione di fine lavori, più l’eventuale aggiornamento catastale.
Il compenso dipende soprattutto da quanto è complesso il progetto. Una CILA per spostare una porta non richiede lo stesso lavoro di una CILA per ridisegnare un appartamento di cento metri quadri. La legge chiede ai professionisti di comunicare il compenso con un preventivo, scritto o digitale, prima di iniziare: è il modo giusto per confrontare le offerte.
Una precisazione che ricorre spesso: la CILA non è una spesa a parte rispetto al progetto. Se ti affidi a un architetto per ristrutturare, la pratica fa parte del lavoro e il suo costo è dentro il preventivo complessivo. Ne parlo anche nella guida su quanto costa ristrutturare casa in Sardegna.
Se i lavori sono già iniziati: la CILA tardiva o in sanatoria
Succede più spesso di quanto si pensi: l’impresa ha già demolito il tramezzo e solo dopo qualcuno chiede «ma la pratica?». In Sardegna l’articolo 15 della legge regionale prevede una sanzione di 500 euro per la comunicazione mancata. Se la comunicazione si presenta spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso, la sanzione si riduce di due terzi.
Fuori dalla Sardegna, con la norma nazionale, la sanzione è di 1.000 euro (ridotta di due terzi nello stesso caso). Molte guide che trovi online citano questa cifra.
Il punto vero, però, non è la sanzione. Una casa con lavori non comunicati ha uno stato reale diverso da quello legittimo, e prima o poi, al momento di vendere, di chiedere un mutuo o di fare altri lavori, quella differenza viene fuori. Regolarizzare subito costa sempre meno che farlo dopo.
CILA e detrazioni fiscali
Per le detrazioni sulle ristrutturazioni l’Agenzia delle Entrate chiede di indicare il titolo edilizio, quando è previsto. Se i lavori rientrano nella CILA, la CILA va presentata: senza, l’intervento non è in regola e la detrazione è a rischio. Per i lavori che non richiedono alcun titolo basta una dichiarazione sostitutiva con la data di inizio lavori.
Quindi la ricerca «bonus ristrutturazione senza CILA» ha una risposta precisa: dipende dal tipo di lavoro, non dalla scelta di presentarla o meno.
Domande frequenti
Per rifare il bagno serve la CILA?
Serve se cambi la distribuzione o gli impianti (sposti sanitari, scarichi, pareti). Non serve se sostituisci rivestimenti e sanitari nella stessa posizione: è manutenzione ordinaria.
Si può abbattere un muro interno senza CILA?
No, se il muro è un tramezzo serve la comunicazione asseverata. Se il muro è portante serve una SCIA con il progetto strutturale. In nessuno dei due casi è edilizia libera senza comunicazione.
Che differenza c’è tra CIL e CILA?
La CIL è la comunicazione «semplice», senza relazione del tecnico, prevista per alcune opere minori. La CILA è asseverata: un tecnico abilitato dichiara la conformità del progetto. In Sardegna entrambe rientrano nell’articolo 15 della legge 23/1985, con regole diverse a seconda dell’intervento.
Chi presenta la CILA?
La presenta il tecnico per conto del proprietario, online attraverso il SUAPE. Il proprietario firma la procura e resta responsabile insieme al tecnico.
Quanto dura una CILA?
La CILA non ha una scadenza come il permesso di costruire, ma descrive un progetto preciso: se durante i lavori cambia qualcosa, la pratica va aggiornata. Alla fine il direttore dei lavori presenta la dichiarazione di fine lavori entro 30 giorni.
Prima di iniziare i lavori
Una CILA ben fatta comincia molto prima del modulo: con il rilievo della casa, il controllo dello stato legittimo e la verifica di quali muri si possono toccare. Se stai pensando di ristrutturare a Sassari o nel Nord Sardegna, parliamone: partiamo da quello che vuoi ottenere e ti dico quale pratica serve, quanto tempo richiede e cosa comporta.